Pennelli, argilla e tamburi per dire no alla xenofobia: dal 4 al 12 luglio 2026 Casaleggio Boiro, sulle colline piemontesi, ha ospitato “Arts’ M.I.X. – Multiculturalism Instead of Xenophobia”. È uno scambio giovanile Erasmus+ che ha riunito 24 ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni e 4 group leader da Italia, Romania, Spagna e Portogallo, attorno alle arti e ai mestieri della tradizione.
Le arti tradizionali come ponte tra culture
Lo scambio è stato organizzato dall’Associazione P.E.C.O. – Progetti Europei di Cooperazione e ospitato a Cascina EUtopia, sede della Fondazione EUtopia. È un luogo immerso nella campagna, nato come punto d’incontro tra persone, culture e idee, dove l’educazione non formale diventa uno strumento per costruire un futuro più sostenibile. Accanto a P.E.C.O. hanno partecipato XX Element Project – Associação Cultural (Portogallo), Asociatia Kazun (Romania) e Fundación Indaliana para la Música y las Artes (Spagna). Il programma era stato co-progettato nei mesi precedenti durante una visita preparatoria con i group leader. Si è basato su un’idea precisa: l’espressione culturale è alla base dell’identità personale e della coesione di una comunità. Con attività pratiche, racconti condivisi e laboratori creativi sulle arti tradizionali, lo scambio ha voluto costruire ponti tra giovani con background migratorio e partecipanti locali, favorendo comprensione e rispetto reciproci. La vita comunitaria in cascina, tra spazi condivisi e una posizione isolata, ha permesso al gruppo di immergersi completamente nell’esperienza.
Le attività
Durante lo scambio il gruppo ha lavorato con il metodo dell’educazione non formale. C’erano laboratori pratici dedicati alle arti e ai mestieri tradizionali dei diversi paesi, momenti di creatività condivisa e scambio di storie personali e culturali, attraverso cui ognuno ha portato agli altri un pezzo della propria tradizione. Anche la vita quotidiana in cascina è stata parte del percorso. La posizione isolata, le camere e gli spazi condivisi e la cura collettiva dell’ambiente hanno permesso al gruppo di immergersi completamente nell’esperienza e di crescere come comunità.
La testimonianza di Maria
Il terzo anno di conoscenza di PECO, il terzo anno di bagagli di esperienze.
È una sfida con se stessi allontanarsi dalla comfort zone. Comunicare in inglese, magari partecipare senza conoscere nessuno, spostarsi in località remote o rinomate che siano, ma distanti da casa.
La mia è stata una crescita personale, una crescita oso dire anche esponenziale.
L’incontro con l’associazione è stato casuale. Un caso fortunato. Il rapporto continua per scelta e piacere. Piacere di aver conosciuto uno stuff meraviglioso, ben disposto e sorridente. Piacere di aver scoperto dei group leader un po’ pazzi e sempre pronti a divertirsi. Piacere anche di aver conosciuto la stanchezza dovuta alle poche ore di sonno dormite per stare in gruppo, alla tristezza che sale e decide di colpire tutta solitamente il penultimo giorno. Agli adii che non sembrano mai sufficienti. Ma dopo queste peste emozioni rimane sempre il ricordo di una famiglia d’estate, così diversa e fuggitiva, così accogliente e comica. E vien voglia così, di riporvare ogni anno, di spostare i propri limiti, di guardare anche le proprie paure e dire: sai cosa, magari questa volta mi ci butto di più negli energizers (la mia dipendenza❤️), sono il modo più facile per sciogliersi e dirsi ma sti… .
In fondo per quanto l’ignoto faccia paura è la forma di libertà più bella, soprattutto agli scambi. Se non conosci nessuno, se tutto pare nuovo, eccitante e forse anche sovrastante, se tutte queste emozioni urlano nel petto nel bene e nel male ricordarsi che si è liberi da ogni schema quotidiano, da ogni maschera giornalmente ripetuta in queste esperienze è essenziale, difficile, perchè lo è, ma catartico. Una prova che non si vince in una sola esperienza e che ogni anno garantisce qualcosa di nuovo, su se stessi, sulle persone conosciute, sulle culture e le bizzarre cose che magari nessuno si aspetta.
La famiglia sfuggente di quest’estate mi ha regalato amicizie oltre e dentro ai confini italiani, risate, tante risate e spazi per sperimentare e ascoltare.
Una serata tutti insieme con musica, anche techno❤️❤️❤️ è un ricordo che non si potrà mai cancellare. Così come l’ammirazione e lo stato di completa estasi nel sentire il gruppo portoghese cantare e quello rumeno ballare.
Ed i piccoli gesti che superano le parole quando magari proprio non ci sono. Tutto questo non è un dovere nè un obbligo, è spontaneità contagiosa, ed è bello saperlo.
Per vedere com’è andata giorno per giorno, scarica il photoreport di Arts’ M.I.X.: un racconto illustrato dello scambio, con le foto e la spiegazione di tutte le attività svolte. E se ti è venuta voglia di vivere un’esperienza simile, su scambiinternazionali.it trovi ogni settimana nuovi scambi giovanili e corsi di formazione a cui candidarti.


