Dopo anni di esclusione dai programmi comunitari europei, anche la Svizzera si avvicina al ritorno in Erasmus+, con una data obiettivo fissata al 1° gennaio 2027 — la stessa del Regno Unito. Ad aprile 2026 è stato firmato un accordo provvisorio sulla partecipazione elvetica ai programmi dell’Unione Europea, incluso Erasmus+. Ma prima che il rientro diventi definitivo, l’ultima parola spetta al Parlamento svizzero, chiamato ad approvare il finanziamento necessario.
Una decisione tutt’altro che scontata, che tocca non solo i bilanci federali ma il ruolo strategico della Svizzera nello spazio accademico, scientifico e culturale europeo.
Perché la Svizzera era fuori da Erasmus+
La Svizzera non ha mai fatto parte dell’Unione Europea, ma per molti anni aveva partecipato a Erasmus+ come Paese associato, beneficiando degli scambi accademici e delle reti di cooperazione europee.
Tutto cambiò nel 2021, quando — in seguito al fallimento dei negoziati sull’accordo quadro istituzionale con l’UE — Berna venne esclusa dai principali programmi comunitari, tra cui Erasmus+ e Horizon Europe, il programma europeo per la ricerca e l’innovazione.
Per tamponare la situazione, la Confederazione introdusse strumenti alternativi propri, come il Swiss European Mobility Programme, destinato a sostenere la mobilità internazionale degli studenti svizzeri. Tuttavia, come sottolinea Luciana Vaccaro, rettrice della HES-SO e presidente di swissuniversities, questi meccanismi «si sono rivelati molto più limitati rispetto al programma europeo», senza riuscire a colmare il vuoto lasciato dall’uscita da Erasmus+.
L’accordo del 2026 e il ruolo del Parlamento
Ad aprile 2026, parallelamente all’intesa raggiunta con il Regno Unito, l’UE e la Svizzera hanno firmato un accordo provvisorio che apre la strada all’associazione elvetica ai programmi europei, Erasmus+ incluso. Sul piano formale, il percorso ricalca quello degli altri Paesi terzi associati al programma.
Il passaggio decisivo, però, è ora nelle mani delle Camere federali svizzere: il Parlamento dovrà votare il pacchetto di finanziamento che rende operativo il rientro. Solo con l’approvazione parlamentare il processo potrà concludersi e la partecipazione svizzera diventare effettiva a partire dal 2027.
Vaccaro ha chiarito che il principale ostacolo non è solo economico, ma anche politico: «Il Parlamento deve essere convinto del valore aggiunto di Erasmus+».
Quanto costa il rientro: i numeri del finanziamento
Il rientro in Erasmus+ ha un prezzo preciso. Se il pacchetto sarà approvato dalle Camere, la Svizzera dovrà versare 181,1 milioni di franchi — circa tre volte l’investimento attuale nei programmi di mobilità alternativi.
Una cifra significativa, che inevitabilmente diventa il centro del dibattito politico. Ma i sostenitori del rientro fanno notare che il confronto va fatto non solo con i costi attuali, bensì con i benefici concreti che Erasmus+ garantisce e che i programmi nazionali non riescono a replicare: accesso alle reti strutturali di cooperazione tra università, opportunità per le categorie non universitarie, e una massa critica di scambi che nessuno strumento bilaterale può eguagliare.
Chi beneficia di Erasmus+: molto più degli universitari
Uno degli argomenti più usati nel dibattito svizzero riguarda la portata reale del programma. Erasmus+ non è solo mobilità universitaria: coinvolge un ecosistema molto più ampio, che include scuole di ogni ordine e grado, istituti di formazione professionale, docenti, formatori e staff accademico, organizzazioni giovanili, federazioni sportive, professionisti e aziende.
Restando fuori da Erasmus+, la Svizzera non esclude solo i propri studenti universitari dagli scambi: esclude tutte queste categorie dalle opportunità di cooperazione strutturale con i partner europei. Come ricorda Vaccaro: «Restano escluse anche tutte le persone non universitarie che potrebbero beneficiare del programma».
Il contesto internazionale: dai tagli Trump alla scadenza di Horizon
La decisione del Parlamento svizzero si inserisce in un contesto internazionale in rapido cambiamento. L’amministrazione Trump ha annunciato tagli sostanziali ai finanziamenti destinati ai grandi atenei statunitensi: secondo Vaccaro, questa tendenza potrebbe spingere molti ricercatori a fare rientro in Europa, aumentando la competizione per attrarre talenti e rendendo cruciale la capacità di investimento di Svizzera e UE.
Dall’altro lato, Horizon Europe si avvicina alla sua scadenza prevista per fine 2027. La Commissione europea considera ricerca e formazione come ambiti inscindibili: rimanere fuori da Erasmus+ rischia di indebolire, nel medio periodo, anche il peso negoziale svizzero nei futuri programmi di ricerca europei.
Le tappe: cosa succede ora
| Data | Evento |
|---|---|
| 2021 | La Svizzera viene esclusa da Erasmus+ e Horizon Europe |
| Gennaio 2026 | Riprendono i negoziati tra Svizzera e UE sui programmi comunitari |
| Aprile 2026 | Firma dell’accordo provvisorio UE-Svizzera su Erasmus+ |
| 2026 (in corso) | Voto del Parlamento svizzero sul pacchetto di finanziamento |
| 1° gennaio 2027 | Data prevista per il rientro operativo in Erasmus+ |
Domande frequenti (FAQ)
La Svizzera è già rientrata in Erasmus+? No. Ad aprile 2026 è stato firmato un accordo provvisorio, ma il rientro definitivo dipende dall’approvazione parlamentare. La data obiettivo è il 1° gennaio 2027.
Quanto dovrà pagare la Svizzera per partecipare a Erasmus+? Se il pacchetto sarà approvato, Berna verserà 181,1 milioni di franchi, circa tre volte l’investimento attuale nei programmi alternativi.
Cosa succede se il Parlamento svizzero vota contro? La Svizzera rimarrebbe esclusa da Erasmus+ e continuerebbe a fare affidamento sui propri strumenti nazionali, con le limitazioni già note.
Anche il Regno Unito rientra in Erasmus+ nel 2027? Sì. Il 15 aprile 2026 l’UE e il Regno Unito hanno formalizzato l’accordo per il rientro britannico, con la stessa data di decorrenza: 1° gennaio 2027.
Erasmus+ riguarda solo gli studenti universitari? No. Il programma coinvolge anche scuole, istituti di formazione professionale, docenti, formatori, organizzazioni giovanili, federazioni sportive e professionisti.
Fonti: RSI Alphaville (gennaio 2026), Comunicato stampa Commissione europea (aprile 2026), swissuniversities




