Dal 4 al 12 agosto 2026 un gruppo di ragazzə tra i 14 e i 16 anni da Italia, Lettonia, Ungheria e Spagna si è ritrovato a Íllora, in Andalusia, per uno scambio Erasmus+ dedicato all’espressione di sé attraverso l’arte. Pittura, teatro, movimento e materiali naturali: tutto ciò che si può dire senza usare le parole.
Creative Expressions si è svolto a Íllora, piccolo comune in provincia di Granada, ed è stato organizzato dall’associazione spagnola Tuleando. Lo scambio era pensato per adolescenti e aveva un obiettivo preciso: creare uno spazio sicuro e giocoso in cui scoprire nuovi modi di esprimersi, da solə e in gruppo, superando le barriere linguistiche.
Esprimersi oltre le parole
Il cuore del progetto erano i metodi non verbali e artistici. Durante la settimana lə partecipanti hanno usato pittura, disegno, teatro, movimento e materiali naturali per esplorare ciò che si può esprimere a parole e, soprattutto, ciò che a parole non si riesce a dire.
Attraverso queste attività il gruppo ha lavorato su emozioni, identità e lavoro di squadra, prendendo ispirazione dall’ambiente e dalla cultura andalusa.
Gli obiettivi del progetto
Lo scambio voleva:
- incoraggiare l’espressione di sé non verbale tramite attività creative e artistiche;
- far conoscere diverse forme d’arte, dal teatro alle arti visive, dal movimento alla creazione con elementi naturali;
- stimolare la creatività a contatto con la natura e il territorio intorno a Granada;
- rafforzare fiducia e collaborazione attraverso processi creativi condivisi;
- favorire la consapevolezza interculturale tra giovani di Paesi diversi;
- promuovere la cittadinanza attiva con un’iniziativa di volontariato locale.
Il legame con la comunità locale
Uno degli elementi che ha distinto Creative Expressions è stato il rapporto con il territorio. Lə partecipanti hanno avuto modo di entrare in contatto con la comunità di Íllora e di realizzare una piccola iniziativa di volontariato, mettendo in pratica quanto vissuto durante le attività.
La vita di gruppo sotto il sole andaluso
L’alloggio era una scuola primaria trasformata in ostello per l’occasione, con le aule adattate a camere da tre o quattro persone. Un contesto semplice, che ha reso la convivenza parte integrante dell’esperienza. Le giornate, con temperature che in agosto superano spesso i 40 gradi, si sono alternate a serate più fresche e alle serate nazionali, in cui ogni delegazione ha presentato cibo e tradizioni del proprio Paese.
La testimonianza di Leonardo
L’estate di quest’anno ho avuto l’opportunità di partecipare a uno Youth exchange in Spagna con la tematica “Creative expression”. La nostra destinazione è stato Illora, un piccolo paesino vicino Granada. La ci siamo incontrati noi del gruppo italiano con ragazzi e ragazze dalla Lettonia, Ungheria e naturalmente Spagna. Come ogni scambio internazionale, è stata un’esperienza piena di scoperte, condividere lo stesso tetto per una settimana ci ha permesso a tutti di esprimere noi stessi e creare un vero punto di incontro tra le varie culture.
Le attività quotidiane sono state un must, metterci in gioco a 360 gradi ci ha permesso di creare un legame ancora più forte e hanno sciolto tutti i timori e le insicurezze che all’inizio sono comuni. Ciò è avvenuto soprattutto grazie ad attività di team building, d’espressione personale e fiducia reciproca, alternate ad altre più profonde sulle emozioni e su momenti di grande concentrazione. Si può dunque dire che queste attività ci hanno permesso di conoscerci davvero a fondo, superando le barriere linguistiche e culturali.
Una cosa che mi ha affascinato è stato anche il clima culturale che si respirava in Spagna, calorosità, gentilezza e vivacità che abbiamo potuto incontrare durante la visita a Granada, per non parlare delle bellezze storiche e artistiche del posto.
Ciò che resta di più nel cuore è però l’incredibile complicità che si è creata tra di noi. Fin da subito si è instaurato un clima caldo e genuino, fatto di risate spontanee, serate trascorse insieme a parlare e di quell’emozione condivisa di chi sta vivendo qualcosa di unico. Sentirsi come se tutti fossimo accomunati dallo stesso entusiasmo per questa esperienza , ha trasformato il gruppo in un vero e proprio porto sicuro da cui nessuno avrebbe voluto staccarsi.
Tornare a casa dopo un’esperienza del genere ti lascia con una certezza: viaggiare, scoprire nuove culture e essere aperti a nuovi orizzonti è una delle cose più belle e arricchenti che si possano fare.
La testimonianza di Giulia
Quest’estate ho avuto l’opportunità di partecipare a uno scambio internazionale a Granada, in Spagna. È stata un’esperienza che mi ha permesso non solo di conoscere un nuovo Paese, ma soprattutto di incontrare nuove persone.
Uno dei ricordi più belli è stato il gruppo che si è creato tra noi. Nonostante fossimo tutti diversi per via delle varie culture o modi pensare, siamo riusciti fin da subito a creare un bel rapporto. Essendo un gruppo abbastanza piccolo, abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio, divertirci e creare delle amicizie vere. La cosa più bella è che anche se lo scambio è finito continuiamo ancora a sentirci.
Le attività organizzate durante lo scambio mi sono piaciute molto, alcune ci facevano divertire e stare insieme, mentre altre ci facevano riflettere su noi stessi. Proprio questo equilibrio ha reso l’esperienza unica. Le serate dopo le attività svolte sono un altro ricordo indimenticabile, noi stessi organizzavano giochi da fare tutti insieme, coinvolgevamo tutti e ci divertivamo o se non avevamo idee rimanevamo a parlare per conoscerci meglio.
Una delle cose che porto con me da questa esperienza è la possibilità di conoscere culture diverse. siamo persone con abitudini, e modi di pensare diversi, ma siamo riusciti comunque a costruire un gruppo unito. Questo mi ha fatto capire quanto sia importante essere curiosi verso ciò che è diverso da noi. A fine scambio mi sono resa conto che avrei voluto che durasse ancora di più.
La testimonianza di Azzurra
Quest’anno ho partecipato ad uno scambio giovanile in Spagna situato vicino a Granada in un paese non molto conosciuto chiamato iilora. Questo scambio è stata un’opportunità bellissima ed indimenticabile che nonostante non me lo aspettassi, mi ha aperto il cuore a delle persone che mai avrei potuto pensare sarebbero diventate così importanti per me in così poco tempo.
Grazie alle attività di gruppo legate è stato facile, riuscendo anche a togliere la maggior parte delle barriere di lingua e trovando nuovi modi di comunicare fra di noi che ci hanno ugualmente unito. La cosa che mi è piaciuta di più è vedere il gruppo formarsi pian piano, spingendoci sempre di più a cercarci reciprocicatamente in qualcunque momento ne avessimo la possibilità, infatti, se il primo giorno le nazioni mangiavano tutte separate, all’ultimo il tavolo era pieno di persone e di nazioni diverse che decidevano di passare persino il loro pasto insieme per godere di ogni momento insieme.
Durante la settimana ogni giorno era più bello, ricco di momenti autentici dove ballavamo e cantavamo tutti insieme escogitando insieme quale prossima attività avremmo potuto fare la sera dopo nel nostro tempo libero. Questa settimana mi ha fatto anche rendere conto di quante differenze ci sono negli altri paesi rispetto al nostro, ho scoperto molto sui cibi degli altri, i gusti e le attività più tradizionali. Gli scambi infatti non sono solo un’opportunità di fare amicizia o di viaggiare ma anche un’opportunità per espandere i propri confini e imparare nuove culture.
Vuoi vivere un’esperienza simile?
Negli scambi giovanili Erasmus+ vitto, alloggio e attività sono coperti dal progetto, mentre il viaggio viene rimborsato secondo le fasce di distanza previste dal programma. Molti scambi sono aperti anche a chi ha meno di 18 anni e prevedono che il gruppo viaggi insieme a un group leader.
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