Nella costruzione di strategie sostenibili e trasferibili a sostegno dei giovani altamente vulnerabili (HVYP) nei progetti di mobilità internazionale, la conoscenza e la collaborazione svolgono un ruolo cruciale. Gli operatori giovanili, le ONG e i professionisti di tutta Europa sono alla continua ricerca di nuove metodologie per creare ambienti più sicuri e inclusivi per i giovani che affrontano ostacoli significativi. Per questo motivo, nell’ambito del progetto LADDER, è stato organizzato una mobilità per lo scambio di esperienze e buone pratiche. Ospitata a Galbiate, in Italia, dall’8 al 13 febbraio 2025, l’attività ha costituito una piattaforma dinamica in cui gli operatori giovanili dalle organizzazioni del consorzio e dalle loro reti locali si sono riuniti per scambiarsi conoscenze dal campo, condividere pratiche e metodologie di apprendimento non formale e sviluppare nuove strategie a sostegno dei giovani altamente vulnerabili.
Costruire ponti attraverso lo scambio di conoscenze
In linea con la missione del progetto LADDER, che mira a consentire ai professionisti di rendere accessibili i programmi di mobilità internazionale per i giovani vulnerabili, questa mobilità è stata concepita per mettere in evidenza l’esperienza delle singole organizzazioni e degli operatori giovanili coinvolti. Con il supporto di due facilitatori esperti e sulla base della lunga esperienza delle organizzazioni partner, l’evento ha incoraggiato un’esplorazione approfondita di argomenti quali: 
- Solution focused approach: i partecipanti hanno sperimentato una conversazione basata sul solution-focused approach e hanno appreso la storia dell’approccio.
- Approccio informato ai traumi: gli operatori giovanili hanno acquisito una maggiore consapevolezza dell’impatto dello stress e dei traumi complessi e dello sviluppo.
- Lavorare con i giovani migranti: le discussioni si sono concentrate sul dialogo interculturale e sull’identificazione dei bisogni dei giovani migranti, utilizzando la piramide dei bisogni di Maslow.
- Prevenzione della violenza: attraverso attività non formali, i partecipanti hanno esplorato diverse forme di violenza e le loro caratteristiche principali.
- Prevenzione del grooming – Un cortometraggio lettone sul grooming ha facilitato le discussioni sull’identificazione e la prevenzione dei comportamenti abusivi nei progetti di mobilità.
- Pronto soccorso psicologico – I partecipanti hanno esplorato i cinque elementi del pronto soccorso psicologico (PFA): sicurezza, tranquillità, autoefficacia, connessione e speranza, lavorando su casi studio specifici per perfezionare le tecniche di risposta immediata.
- Gestione del rischio – Sono stati introdotti i principali ambiti di gestione del rischio, tra cui partecipanti, personale, attività, attrezzature, cultura, subappaltatori, amministrazione e trasporti, con i partecipanti che hanno condiviso le loro esperienze personali.
- Linee guida per il safeguarding – Le organizzazioni hanno riesaminato le proprie politiche sulla base dei principi fondamentali di safeguarding, individuando i punti di forza e le aree di miglioramento.
Inoltre, i partecipanti hanno visitato Les Cultures, un’organizzazione locale di Lecco che lavora con i migranti da oltre 30 anni, per conoscere meglio le realtà locali. Le sessioni di open space hanno fornito ulteriori opportunità per approfondire argomenti specifici.
Risultati chiave: gettare le basi per azioni future
Lo scambio di buone pratiche ha gettato le basi per diversi risultati e attività chiave nell’ambito del progetto LADDER:
- Una strategia generale di gestione del rischio per gli scambi giovanili – Sviluppato sulla base delle intuizioni emerse durante il workshop, questo documento offre linee guida per migliorare la sicurezza quando si lavora con HVYP in progetti di mobilità e sarà incluso nel prossimo manuale LADDER.
- Bozza di indice per il manuale – I partecipanti hanno identificato gli argomenti prioritari e li hanno strutturati in un quadro completo, evidenziando le aree di maggiore interesse per gli operatori giovanili.
- Bozza del programma di attività per lo scambio giovanile “Trova la tua voce attraverso la creatività” – I facilitatori dello scambio giovanile, che si svolgerà a Galbiate dal 10 al 17 marzo 2025, hanno utilizzato le intuizioni del workshop per perfezionare il programma e sviluppare una strategia di gestione del rischio.
Attraverso la collaborazione, la riflessione e lo sviluppo delle competenze, il workshop ha portato anche a diversi risultati trasformativi a livello personale e professionale:
- Maggiore fiducia tra i partecipanti: gli operatori giovanili hanno acquisito una maggiore fiducia nelle proprie capacità di coinvolgere e sostenere i giovani emarginati.
- Maggiore sensibilità culturale e comportamentale: il workshop ha favorito una maggiore comprensione ed empatia, aiutando i professionisti a rispettare e adattarsi ai diversi background dei giovani.
- Strumenti pratici per lavorare in situazioni difficili: i partecipanti hanno acquisito esperienza pratica con tecniche di risoluzione dei conflitti e di gestione delle crisi.
“Per me è stato fantastico vedere come questa settimana i professionisti hanno parlato liberamente tra loro di importanti argomenti professionali, durante i workshop e poi durante le pause. Poter condividere le mie opinioni ed esperienze con persone che hanno esperienze simili ma leggermente diverse è stato prezioso. Abbiamo avuto lo spazio per parlare di come possiamo creare insieme un club giovanile ancora migliore, cosa possiamo migliorare e dove possiamo trovare le conoscenze.” – Moni, Ungheria

Guardare al futuro: il potere della conoscenza collettivo
Lo scambio di pratiche non è stato un evento isolato, ma un trampolino di lancio verso una rete più inclusiva e solidale per gli operatori giovanili. Integrando le conoscenze acquisite nel quadro del progetto LADDER to Inclusion, i partecipanti continueranno a perfezionare le metodologie che rendono più accessibili i programmi di mobilità internazionale e il lavoro con i giovani.
Sei un operatore giovanile o un’organizzazione desiderosa di ampliare le proprie conoscenze e collaborare alle migliori pratiche per sostenere i giovani altamente vulnerabili?
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