Scambio Giovanile Active Minds | Testimonianze delle partecipanti

Dal 7 al 14 dicembre 2023 abbiamo partecipato allo scambio giovanile Active minds: empowering youth through movement, organizzato dall’associazione no profit Outward Bound Croatia.

Hanno preso parte allo scambio giovani provenienti da quattro paesi diversi: Estonia, Grecia, Ucraina e Italia. Trattandosi, tra gli altri, di uno scambio interculturale, la permanenza è stata animata da momenti di dialogo, condivisione e scoperta delle altre culture attraverso quiz, balli e cibo: momenti, questi, di fondamentale importanza e arricchimento, ma che in questo articolo tralasceremo per dedicarci principalmente alla riflessione scaturita dalle attività poste in essere dall’associazione organizzatrice.

Active Minds: Empowering Youth Through Movement

I due facilitatori Matija e Majda ci hanno accompagnato in questa esperienza all’insegna della consapevolezza delle potenzialità di quella complessa macchina che è il corpo umano: una macchina tanto fisica quanto profondamente cerebrale. Le attività si sono svolte a Veliki Zitnik, nel centro educativo dell’associazione, luogo piuttosto isolato e circondato da foreste e montagne.

Nonostante le temperature da cioccolata calda e copertina, la gran parte delle attività ha avuto luogo all’esterno: una giornata memorabile – quanto stancante – è stata la dipartita verso la vetta, a snodarsi tra i tronchi robusti degli alberi e che invitava, col suo verde vivo, a percorrerla sfidando equilibrio e mente; proprio così: la mente.

Perché durante questo scambio abbiamo appreso che quella tra mente e corpo è solo una delle infinite dicotomie a noi tanto care, con cui abbiamo imparato a catalogare il mondo sin da piccoli. La concentrazione nel momento presente, nell’hic et nunc di Oraziana memoria, svuotando le tasche mentali di ogni preoccupazione esistenziale, risulta fondamentale nella buona resa di una qualsivoglia attività fisica; concetto esasperato dai cosiddetti “free solo climbers”, gli arrampicatori che s’inerpicano su pareti verticali senza l’uso di alcuna protezione, e di cui abbiamo ammirato le imprese nel bellissimo documentario Valley uprising.

Quest’ultimo ci ha offerto uno spunto di riflessione sugli sport che definiamo ‘estremi’. Eppure i bambini sono tutti ‘estremi’: è crescendo che impariamo a divenire ingessati, barattando la curiosità, lo spirito di avventura e quella sana incoscienza per la sicurezza e il comfort. Da adulti siamo esitanti, abbiamo paura di farci male, di fallire: da barca a vele spiegate ci trasformiamo in àncora. E allora ecco il nostro invito, proprio a partire dal significato del nome dell’associazione Outward Bound: abbandonare le acque sicure del porto per immergersi e inoltrarsi tra le onde in mare aperto. Ne vale la pena.

Giulia & Roberta

Associazione italiana di invio: Associazione di promozione sociale Joint

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